Archive for the ‘Spigolature & Varie’ Category

Tutti i politici e organi di informazione in prima fila, devono cambiare il modo con cui parlano dell’Europa. Dobbiamo riflettere ad una nuova narrativa che metta ben in luce i benefici dell’appartenenza all’Unione europea e i costi della ‘non Europa’.”
Mario Monti, 23 ottobre 2012

Come a dire:

Il giornale deve essere organo di propaganda dell’europeità. Si raccomanda soprattutto un’ardente passione d’europeità, che deve illuminare il giornale in ogni suo numero. Improntare il giornale a ottimismo, fiducia e sicurezza nell’avvenire.”

Che ne pensate? Be’, la prima citazione è una dichiarazione del nostro beneamato presidente del consiglio (là messo dai potentati massoni eurocratici con la complicità di re Giorgio). La seconda citazione… è una circolare inviata ai giornali dal minculpop… basta sostituire a “europeità” la parola “italianità” e avrete la versione originale.

Qual è dunque questo avvenire che ci prospetta il signor Monti, vassallo degli eurocrati con l’assenso di re Giorgio? Forse lo stesso avvenire che ci prospettava il minculpop?

(suggerimento da  Alberto Bagnai)

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Onore al merito: a quanto pare le regioni più virtuose d’Italia sono la Lombardia e (medaglia d’argento) l’Emilia Romagna. Una regione bianca e una regione rossa.

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(Pubblicato dal Corriere della Sera domenica 23 settembre 2012)

Ma…. ma non ci avevano detto che Formigoni era brutto&cattivo, ecc. ecc.? Io dico che se gli errori che hanno fatto Formigoni & soci hanno portato a una gestione così… be’, che continuino a sbagliare così, e, anzi, che insegnino a sbagliare nel resto dell’Italia!

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Ah, cari italiani, forse ancora illusi di vivere in un paese del tutto libero… o, peggio, illusi che la minaccia alla democrazia venga da Berlusconi, o dalla Chiesa, o da simili…

Nossignori. I dati sperimentali confermano che la minaccia per la libertà viene dal pensiero dominante politicamente corretto. Nel 2007 avviene un atroce episodio. Una ragazzina di 13 rimane incinta; lei vuole tenersi il bambino, ma i suoi genitori vogliono a tutti i costi farla abortire (che caaaare persone). Costoro, con l’aiuto di un ginecologo, si rivolgono a un giudice che fa abortire la ragazza. (tra l’altro… dove erano le femministe sempre pronte a scendere in piazza ogni volta che una donna viene guardata male? Se dicono “l’utero è mio e me lo gestisco io” questo non dovrebbe valere anche quando si decide di NON abortire? Va be’, non procediamo)
Il giornale allora diretto da Sallusti (Libero) pubblica un articolo (NON firmato dal direttore) in cui si chiosa con:

«Qui ora esagero. Ma prima domani di pentirmi, lo scrivo: se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo, il giudice»

Oh, certo, un’opinione molto dura. La si può condividere o no. Per quanto mi riguarda la SOTTOSCRIVO IN PIENO, con i rischi che ne conseguono.

Al di là di ciò, anche se non la si condividesse, sempre di libera opinione personale si tratta. Ebbene che succede? Il giudice, e solo lui, si sente “diffamato” e denuncia Sallusti. Avete capito bene, diffamato. Dizionario Garzanti della Lingua Italiana

‘Diffamare’, verbo transitivo. “offendere la reputazione di qualcuno diffondendo notizie disonorevoli sul suo conto”

Il pezzo in questione afferma “ci vorrebbe la pena di morte per ‘sta gente”. Vi sembra che diffonda notizie disonorevoli? Vi sembra che offenda la reputazione? E’ certamente un giudizio durissimo, ma non viene data alcuna notizia che non corrisponda ai fatti (e questo è riconosciuto).

Risultato? Oggi il direttore Sallusti è stato condannato al CARCERE!

Il carcere per un’opinione!

Guarda caso, no, dico, GUARDA CASO, tale opinione toccava due realtà intoccabili: la magistratura e l’aborto. Osare dire che l’aborto non è cosa buona&giusta è bestemmia; osare criticare, magari duramente, la magistratura, è delitto di LESA MAESTA’! (Sgarbi dice che questi magistrati sono dei pezzi di marmellata!)

Tanto la magistratura non deve rendere conto a nessuno. Sopra di essa c’è solo Dio: se risali la catena dei tribunali arrivi alla corte costituzionale (il minuscolo è voluto), che non deve rendere conto a nessuno (salvo che a Dio, per l’appunto).

Però, fateci caso, si sono toccate due realtà intoccabili. “Ha osato criticare l’aborto e un giudice nello stesso tempo. Ora gliela facciamo pagare noi!”.

“se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo, il giudice”

Per quanto mi riguarda la SOTTOSCRIVO IN PIENO. E adesso venitemi a prendere!

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«Separare il bambino dall’amore è per la specie umana un errore di metodo: la contraccezione, che è fare l’amore senza fare il bambini; la fecondazione artificiale, che è fare il bambino senza fare l’amore; l’aborto, che è disfare il bambino; la pornografia che è disfare l’amore sono, a gradi diversi, incompatibili con la morale naturale». (Jérôme Lejeune)

 
Sono tutti dei “senza”, null’altro che dei “senza”. Sono tutti aspetti in cui elimini qualcosa dell’umano, distruggi qualcosa dell’umano, metti da parte qualcosa dell’umano. Lo smembri, lo scorpori, lo separi, e perciò lo sbricioli, lo distruggi. Perché, che lo vogliamo o no, l’essere umano è un tutt’uno, che ogni singolo momento dispiega tutto contemporaneamente.

Questa è realtà. Quindi questa è ragionevolezza.

Il resto sono CHIACCHIERE!

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Il Beato Marco d’Aviano sulle colline del Kahlenberg, che dominano Vienna, brandiva il Crocifisso come strumento di lotta e di vittoria, per incitare i combattenti cristiani a liberare la città occupata dai musulmani. Oggi il Crocifisso è ridotto a strumento di sordido piacere da una società edonista che si autodistrugge consegnandosi all’Islam.

Roberto de Mattei da “Corrispondenza Romana”

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Agostino Straulino

Questo post è decisamente diverso dai miei soliti. Niente musica, niente poesia, niente Dottrina Sociale della Chiesa, niente attualità… solo un omaggio a uno dei più grandi uomini di mare e velisti di tutti i tempi, l’Ammiraglio della Marina Militare Italiana Agostino Straulino.

Nato in Dalmazia, allora territorio italiano, nel 1914, iniziò ad andare per mare e a praticare la vela fin dai primissimi anni. Entrò nella Marina Militare Italiana e prestò servizio durante il secondo conflitto. Dopo la guerra, durante una operazione di sminamento, gli esplose accanto un ordigno. Straulino si salvò miracolosamente, ma perse temporaneamente la vista. Sembrava che il suo promettente futuro, sportivo e militare, fosse compromesso per sempre. Ma egli seppe fare di necessità virtù: la sua vista indebolita (che andava recuperando molto lentamente) lo indusse ad allenarsi andando in barca a vela di notte. Questo gli permise di sviluppare una percezione del mare e del vento straordinaria. Nel 1952, campione mondiale e campione europeo in carica, vinse la medaglia d’oro alle olimpiadi: un’impresa mai più eguagliata da nessuno. Continuò a regatare per tutta la vita: l’ultima competizione la vinse all’età di 88 anni!

Inutile dire che un uomo simile entrò nella leggenda della vela. Qui voglio riportare forse l’episodio più spettacolare della sua carriera, una storia che è divenuta pressoché mitica.

Negli anni 1964-65 a Straulino fu affidato il comando della famosissima nave scuola Amerigo Vespucci (90 metri di lughezza, 15,5 di larghezza, 4100 tonnellate). Egli divenne famoso per gli sforzi che chiedeva al proprio equipaggio. “Si andava sempre a vela anche quando non c’era vento” racconta ironico l’allora secondo della Vespucci. “Vuol dire per l’equipaggio salire a riva [in cima all’albero, n.d.r.] di giorno e di notte, ammainare e issare le vele come se si fosse su una deriva.” E quando un gruppo di allievi si presentò dal comandante per lamentarsi della durezza della vita di bordo, lui li ascoltò in silenzio. Poi disse: “E’ vero, siete un pò deboli, avete bisogno di rinforzare imuscoli… allora facciamo così: quando c’è bonaccia mettiamo in mare le lance, e voi trainate la nave a remi…” Tutto questo perché, diceva “Quando si è in condizioni di particolare difficoltà il marinaio deve pensare a cavarsela da solo”

L’impresa
(una della innumerevoli)

La Vespucci era ormeggiata presso l’Arsenale Militare di Taranto, in un bacino chiamato Mar Piccolo. Per guadagnare il mare aperto le navi devono passare attraverso un canale largo circa 90 metri, attraversato da un ponte girevole. Forse chi non va a vela non ha presente di che cosa significhi manovrare una simile nave in un simile spazio… Ecco l’impresa, riportata nella testimonianza di uno degli ufficiali a bordo:

“[…] Soffiava una forte e gelida tramontana che credo sfiorasse i trenta nodi [circa 50 km/h, n.d.r.]. Mentre pensavo a cosa mai il Comandante volesse fare con quell’ancora, di colpo mi si accese una lampadina: ma certo, con quel vento che spirava dritto in poppa in uscita dal Mar Piccolo, Agostino Straulino non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di attraversare il canale navigabile a vele spiegate. E un’ancora data fondo di poppa poteva servire nel caso qualcosa non fosse andata come previsto. Me lo confermò subito dopo lui stesso […] Aveva un suo piano studiato nei minimi particolari […] Mancava ancora più di mezz’ora all’apertura del ponte quando, finalmente liberi, ci portammo a motore più sopravento possibile […] Venne battuto il posto di manovra alla vela. In men che non si dica i gabbieri salirono a riva [in cima agli alberi, per manovrare le vele, n.d.r.] […] e mollarono […] tutte le vele […]. La nave era così pronta a essere invelata all’ordine e si presentava perfettamente allineata col canale navigabile […] ci si avvicinava a quattro nodi, in dieci minuti saremmo stati lì… E se fosse rimasto chiuso? Ce l’avrebbe fatta l’ancora di speranza preparata a poppa a fermare le quattromila tonnellate del Vespucci? Ma ecco che il ponte cominciò ad aprirsi. In quel preciso momento il Comandante ordinò di mollare gli imbrogli e cazzare le scotte delle vele […] Contemporaneamente vennero alzate quattro bandiere del codice internazionale dei segnali che vogliono dire “Ho le macchine in avaria”. E sì, perché il transito a vela per il canale navigabile è vietato anche a un dinghy[piccola imbarcazione a vela della lunghezza di circa 3 metri, n.d.r.], figuriamoci al Vespucci. Con la tramontana che soffiava forte non ci volle molto perché la nave si abbrivasse fino a otto nodi. Con nostra meraviglia, appena il ponte fu aperto completamente, dal castello arrivò a lampi di luce il messaggio “Accelerate la vostra manovra”! Può darsi che fosse uno scherzo, ma Straulino andò su tutte le furie… Non passarono più di cinque minuti ed eravamo nel canale navigabile, con i pennoni più bassi che sovrastavano le due strade gremite di gente festante, tutte le vele del trinchetto piene da scoppiare, i baffi sotto i masconi: doveva essere uno spettacolo fantastico il Vespucci visto da terra […] Rispondemmo al saluto ed eravamo già in Mar Grande, mentre il ponte si richiudeva dietro di noi […] la nave governava con la barra al centro. La fiamma [bandiera molto lunga e stretta, n.d.r.] in testa d’albero di maestra indicava il vento esattamente al traverso, il Vespucci era ben inclinato, con gli oblò più bassi di sottovento chiusi perché andavano sott’acqua. La velocità era salita a 9,5 nodi. […] Cenai col Comandante che si congratulò con me per come avevo svolto il servizio di ufficiale di guardia, cosa che naturalmente mi fece molto piacere: Straulino non era tipo da congratularsi tanto facilmente”


Straulino morì nel 2004, a 90 anni compiuti. Nel suo epitaffio, da lui stesso scritto, si legge:
“Per poter navigare bisogna amare il mare, e io spero di non perdere mai l’ansia di navigare libero”

 

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Era la mia nave…
 

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